Buona semina!

In diversi momenti del suo cammino la chiesa ha parlato di temi nuovi…in tempi nuovi… pensiamo alla Rerum Novarum che presenta alla Chiesa i tempi nuovi della industrializzazione e quello che comporta come cristiani nel 1891, pensiamo al Concilio Vaticano II che nei suoi documenti parlò di nuovi tempi nella quarta costituzione “Gaudium et Spes” il tempo del dialogo con il mondo di oggi nel 1965. Un percorso accidentato che oggi ci ritrova in un tempo nuovo… chiamiamolo tempo del Covid..nel 2020 o post Covid… speriamo. Continua a leggere

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SOBRIETA’ E POVERTA’ COME STILE DI VITA

Sono tante le possibilità e le modalità che come singoli, famiglie, comunità, associazioni, parrocchie, anche Congregazioni e Diocesi, possiamo sviluppare per prendere a cuore il tema della società e del pianeta dal punto di vista dell’ ecologia integrale, ispirandoci alla Laudato sì.
Come Istituto dei Servi e Serve della Chiesa, venerdì 17 luglio 2020, al Centro di Spiritualità di Marola, vi dedichiamo l’intera giornata e vorremmo condividere anche con altri le riflessioni, le esperienze, gli approfondimenti e le azioni che contengono una visione integrale di cambiamento.
Un breve richiamo di alcuni passi dell’Enciclica, concernenti in particolare il valore della biodiversità, l’interdipendenza tra impoverimento sociale e degrado ambientale e il rapporto Trinità e creazione, aprirà la giornata. Seguiranno alcune comunicazioni riguardanti studi e corsi tematici, con approcci culturali diversi, anche trasversali, ma complementari. L’ascolto aprirà il dialogo… Continua a leggere

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Perché celebrare ancora il 25 giugno?

Il senso di questa festa la recuperiamo dalle parole di don Dino, nostro padre, che ci incoraggiano a credere che l’Istituto è opera di Dio.

Leggiamo di nuovo il suo testo e ascoltiamo la sua fede che ci interpella e chi chiama. Leggiamo con attenzione ed amore il testo riportato sotto.

Partendo da questo momento di fede importante di don Dino, vorrei condividere con voi, insieme a don Emanuele, quattro meditazioni che verranno pubblicate sul canale YouTube Masone20.

Prima meditazione
Seconda meditazione
Terza meditazione
Quarta meditazione

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ZAIRA VERATTI, UNA  VITA DA ROMANZO

a cura di PAOLO VECCHI e PAOLO SIMONAZZI

Zaira  Veratti  nasce  in una  casa  di  contadini  di  fronte alla  chiesa  di  Buonacompra, frazione   del   comune  di   Bondeno,  provincia   di   Ferrara,   il   17  maggio   1919,  da Margherita Brunelli, che faceva  la mondina tra il Piemonte e il Pavese.  Il cognome  di Veratti  le  deriva    dall’uomo  che più  tardi  sposa sua madre e al  quale    lei  rimarrà sempre molto legata. Zaira segue la famiglia in Piemonte, dove il padre putativo fa il bergamino   (bovaro).  I  suoi   studi   si   fermano  alla   prima   elementare,   dunque è analfabeta. Da giovanissima comincia a fare la mondina e altri lavori  agricoli.

Durante la  RSI si  unisce  ai  partigiani  della  val  d’Ossola  comandati  da Cino Moscatelli, che sarà uno dei liberatori di Milano. Fa la staffetta, prepara da mangiare ma, riferisce Zaira,  porta  sempre  con  sé  un  piccolo  mitra.  Quando  la  madre  di   Moscatelli  si nasconde in un convento, lei e  il figlio   Cino la  vanno a trovare, entrambi  vestiti  da suora. Zaira  è un animo  semplice,  ce l’ha  coi  fascisti  che aveva visto  picchiare  i suoi cugini socialisti,  ma non con Mussolini  che non vuole  criminalizzare   e che secondo lei ha fatto  delle  cose buone per i  poveri.  Secondo Zaira  il  Duce è stato  rovinato  dai camerati che gli  stavano intorno. Ha un buon ricordo anche di  Donna Rachele, perchè qualche volta le  ha fatto l’elemosina.  Non è anticlericale ma ha votato per lo più “falce e martello”.

Nella foto Zaira Veratti nel 1987 a casa Simonazzi   con  “Pavolo”:   così   chiama Paolo nel suo dialetto misto. Continua a leggere

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Circolare S.Pasqua 2020

Carissimi,

vi scrivo da Masone, bloccato in casa come lo sarete voi tutti, nel rispetto delle misure adottate dal Governo Italiano per contrastare la diffusione del “coronavirus”: comportamenti richiesti in questa fase di emergenza in vista della tutela della salute e quindi del bene della nostra gente, ma che ci portano anche a considerare di come queste incidono sulla vita nostra, delle comunità cristiane e dei singoli fedeli.
Prima di tutto l’emergenza che viviamo deve essere occasione per riflettere sulla precarietà e sulla fragilità della vita umana: ci troviamo nella povertà’ del rischio grande per la salute nostra e di quella degli altri. Continua a leggere

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Acqua, dono di Dio e diritto universale

Domenica 22 marzo: Giornata Mondiale dell’Acqua

Domenica scorsa, 3^ di Quaresima, con la lettura dell’Esodo (17,3-7) “dacci acqua da bere”, nel deserto, e poi, con il Vangelo di Gesù e della Samaritana al pozzo (Gv. 4,5-42), dove il Cristo parla di “sorgente di acqua per la vita eterna”, la Liturgia ci ha già portati a riflettere su uno dei temi e dei diritti umani “essenziali, fondamentali, universali” (Laudato sì, 30) del mondo di oggi, il diritto all’acqua buona e sana.

La Liturgia, a suo modo, ci ha preparati alla riflessione/conversione anche in vista della Giornata Mondiale dell’acqua, domenica prossima 22 marzo. Continua a leggere

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Un giardino, un’aiuola, un albero della Memoria in parrocchia, a scuola, nel quartiere…

Nel suo recente messaggio natalizio Papa Francesco ha invitato a fare presepi e a collocarli un po’ ovunque all’esterno, non solo in casa o in chiesa. Ci permettiamo di riprendere l’idea, collegandola alla piantumazione di qualche albero con eventuali cespugli di contorno, per fare un piccolo “giardino della memoria”, a ricordo di persone che sono state luce e forza in situazioni tenebrose, a livello locale, nazionale o mondiale. Generalmente le Amministrazioni civili dedicano vie, piazze, parchi, monumenti, targhe a testimoni illustri ed esemplari.

Un giardino, un’aiuola, o anche solo la piantumazione di un albero, realtà di per sé già riscontrabile in vari luoghi, ha la caratteristica specifica, importante, legata all’ambiente di vita, all’aria che respiriamo, all’interdipendenza tra noi umani e gli altri esseri viventi, tutti considerati soggetti e non semplici oggetti, quasi fossero “natura morta” insensibile ed estranea. Tutta la realtà esistente, anche inconsapevolmente , è portatrice di un messaggio che ci rimanda al Creatore di tutti e di tutto: se, per esempio, trattiamo gli alberi come soggetti, dialoghiamo con loro, li ascoltiamo, li amiamo e rispettiamo, (anche senza la pretesa o l’illusione di essere dei nuovi san Francesco…ognuno è unico!), saremo loro riconoscenti per i molteplici servizi, la varietà, la bellezza, i profumi, la sintesi clorofilliana,  i colori, i frutti, le protezioni, le sostanze medicinali, le “lezioni” di vita e di morte, compresa l’arte di ritirarci, nella consapevolezza serena della nostra  comune fragilità e finitudine. Continua a leggere

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PASQUA… IERI E SEMPRE

(di don Emanuele Benatti)

Sembrava tutto finito,
come Lui,
quel venerdì livido di croce,
quel sabato vuoto,
pietoso silenzio di morte,
quel tempo impietrito,
fermo al calvario,
inchiodato al sepolcro…
Ma prima dell’alba
irruppe dal buio
l’Uomo di Vita.
Stravolti, soldati,
donne e amici,
come venti impazziti,
scossero polvere e sassi.
E quell’ora,
travaglio e sorpresa,
fu luce,
respiro d’eternità.

Sembrerebbe tutto finito,
a volte, ovunque:
mistero, dolore, sgomento.
Macigni schiacciano vite
e il cielo, a stento,
trattiene il disgusto…
Ma ancora dal buio,
come soffio e carezza,
entra il Dio d’amore.
Libero, anche
l’ultimo sciame di api
smuove i fiori alla danza.
E la vita,
travaglio e sorpresa,
ritrova le ali
e si invera d’eternità.

Tratto dal: Il Vincolo 12 marzo 2020

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OMELIA di don Mario Pini durante il funerale di don Pietro

Masone, 7 marzo 2020

In questo sacro tempo quaresimale, tempo di penitenza, tempo favorevole per la nostra
salvezza, le Sacre Scritture ci propongono importanti riflessioni che ci aiutano a fare nostri
quei suggerimenti che ci vengono proposti da Gesù, nostro maestro.
Li possiamo riassumere in tre pensieri:
a. Conversione, cambiare senso di marcia, penitenza, riconciliazione.
b. Digiuno, elevarsi al di sopra della materia, distacco dagli affetti disordinati.
c. Elemosina, carità, condivisione, amore che si dona fino ad amare i propri nemici, fino al
dono della propria vita.
Gli orientamenti che ci vengono dati ci facilitano il cammino e ci aprono la strada della
felicità: “felice l’uomo di integra condotta, che cammina nella legge del Signore! Beati
coloro che custodiscono la parola di Dio in un cuore buono e sincero e portano frutto con
la loro perseveranza!” (È il Salmo 118). Continua a leggere

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Don Pietro Cecchelani: documenti e testimonianze

Historico
Storia dell’inizio della missione di don Pietro in Brasile.
(AUTOBIOGRAFICO)

Nell’anno 1989, il vescovo diocesano di Guarulhos, Dom Giovanni Bergese, in occasione
della visita “AD LIMINA” in Roma, fu ospite nella parrocchia di San Gregorio Magno alla
Magliana, Roma, dove ero parroco da 25 anni.
Egli vide il lavoro che svolgevo con le categorie più abbandonate e carenti come ex
carcerati, zingari, Luna Park, Circhi Equestri e famiglie povere della Parrocchia. Nello stesso anno, il segretario del Centro Missionario di Roma, Mons. Musaragno, scrisse un articolo nel giornale diocesano “Roma 7” con il titolo: “Quando sarà che la nostra diocesi si aprirà alla missione?”. Io scrissi una lettera al Card. Ugo Poletti, Vicario del Papa per la Diocesi di Roma, dando la mia disponibilità a partire per la missione. Conoscendo il vescovo di Guarulhos, dom Bergese, fu scelta la sua diocesi. Continua a leggere

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